SEADS, il nostro partner raccoglie la plastica nei fiumi (90% della plastica nel mare arriva dai fiumi) ha effettuato il primo test in in Italia con successo Il progetto prevede l’istallazione di barriere nei fiumi che fanno confluire i rifiuti verso un bacino di raccolta, dove poi vengono accumulati, prelevati e avviati al ricicloÈ stata sperimentata ad Aprile 2019, nel Lamone per tre giorni con risultati positivi (bloccando alcune decine di rifiuti) un sistema speciale per trattenere la plastica trasportata dai fiumi, evitando che finisca in mare 
Seads (Sea Defence Solution),  è la start up italiana con sede a Londra, nata con l’obiettivo di prevenire il problema dell’inquinamento dei mari. Il progetto prevede l’istallazione di barriere nei fiumi che fanno confluire i rifiuti verso un bacino di raccolta, dove poi vengono accumulati, prelevati e avviati al riciclo. Il fondatore di questa start up si chiama Fabio Dalmonte, il direttore della comunicazione invece si chiama Mauro Nardocci, la start up ha partecipato ad uno “start-up contest” indetto da Impact Hub di Milano ed è stata premiata dagli sponsor WWF e Bulgari con un grant (utile a completare il deposito del brevetto) e un periodo di consulenza ricevuta dall’incubatore Impact Hub. 

i tratta di una barriera costituita da una struttura in cavi di acciaio che sorreggono un pannello costruito in plastica riciclata immerso nell’acqua del fiume per poco più di un metro che permette all’acqua di passare ma blocca i rifiuti. La barriera è in grado di intercettare la maggior parte della plastica che solitamente galleggia ma è stata ideata anche per non creare danni all’ambiente fluviale, dal momento che pesci e animali possono passare sia sopra che sotto.
Una volta intercettato il materiale viene indirizzato in un bacino di raccolta per poi essere destinato alla filiera del recupero o del riciclo.

L’intero sistema è progettato per essere low cost, con un investimento necessario simile «a quello per una rotonda», hanno dichiarato i promotori. «A breve depositeremo il brevetto internazionale – ci dice Dalmonte al telefono – e siamo in trattativa con diverse istituzioni locali per poter passare all’installazione vera e propria». Per vedere le barriere in azione in Italia però pare sia ancora presto: il progetto più avanzato è infatti in Indonesia, dove il Governo sta già stanziando il finanziamento per il fiume Ciliwung, a Giacarta.

ROVAGNATI QUALITÁ RESPONSABILE

Abbiamo avviato il percorso di sostenibilità di Rovagnati attraverso il progetto Rovaganti Qualità Responsabile.

Partendo dalle storiche radici e dalla tradizionale attenzione alla qualità, è nata Rovagnati Qualità Responsabile: un ambizioso progetto attraverso il quale l’azienda vuole farsi promotrice di uno sviluppo sostenibile, ponendo qualità, persone e ambiente al cuore di ciò che fa da sempre.

E’ attraverso RQR che Rovagnati lavora per rendere la sostenibilità lo standard di settore: innovando per offrire prodotti caratterizzati dalla qualità Rovagnati, buoni e salutari attraverso attività produttive e di filiera ad impatto sociale ed ambientale sempre più ridotto.

Rovagnati Qualità Responsabile (RQR) è un impegno a fare responsabilmente, in modo buono, sano e giusto.

Buono, Sano e Giusto non rappresenta solo i salumi Rovagnati, ma la filosofia con cui l’azienda opera.»

Buono 

Frutto di tradizione e innovazione continua, la qualità Rovagnati nasce dall’attenta selezione delle carni e cresce nella loro sapiente trasformazione, connubio di gusto e genuinità.
Valorizziamo la tradizione salumiera italiana, coniugandola alla continua ricerca ed innovazione tecnologica per appagare il gusto del consumatore.


Sano 

Grazie all’impegno costante in ricerca e innovazione, la qualità Rovagnati è anche sinonimo di sicurezza alimentare e valore nutrizionale.
Lavoriamo al fianco dei nostri allevatori per garantire il rispetto degli standard di qualità e sicurezza lungo tutta la filiera.


Giusto

L’attenzione Rovagnati abbraccia le persone, gli animali e l’ambiente.
Ci impegniamo attivamente per promuovere la salute ed il benessere dei nostri dipendenti e delle comunità in cui operiamo.
Operiamo lungo tutta la filiera garantendo le buone pratiche dell’allevamento e del benessere animale.
Riduciamo l’inquinamento generato dalla nostra attività, implementando tecnologie per meglio salvaguardare l’ambiente che ci circonda.

PULISCI LA SPIAGGIA VICINO CASA TUA

Pulizia di 20 spiagge su tutto il territorio nazionale in collaborazione con Legambiente. L’iniziativa rientra all’interno del progetto di Sammontana per la riduzione della propria carbon footprint

  1. Collaborazione con Legambiente
    Sammontana e Legambiente insieme per l’iniziativa
    “Sammontana pulisce la spiaggia vicino a casa tua”
  2. Coinvolgimento consumatori
    I consumatori Sammontana hanno indicato online quali
    spiagge che sono state oggetto dell’operazione di pulizia e
    attraverso il flashmob hanno collaborato all’iniziativa attivamente.
  3. I dipendenti Sammontana sono stati parte attiva del progetto.
  4. Pulizia Spiagge
    Flash Mob di pulizia in 20 spiagge libere sul territorio
    italiano a cura di Sammontana e Legambiente, scelte tramite
    contest online, il 26/27/28 maggio 2017 e ripetuta
    il 25-26-27 maggio 2018.

Beauty Renovation: abbiamo restituito bellezza a 3 opere scultoree in tre diverse città italiane, scelte dai consumatori di SkinCeuticals sulla base di una rosa di 5 sculture. Nel proseguo del progetto si restaureranno le restanti opere

Bisogno socio-culturale più vicino al brand: Preselezione delle opere
Comart e SkinCeuticals hanno preselezionato le 5 opere in
collaborazione con le soprintendenze cittadine e con il Mibact.

  • Consumer engagement: Scelta delle opere
    La scelta delle prime 3 opere è stata determinata dalle consumatrici di
    SkinCeuticals tramite votazione online, sul sito e sui social
  • Le opere che le consumatrici hanno determinato tramite la loro scelta sono:
    • la “Civiltà Italica” a Verona in piazza delle Erbe,
    • la “Cleopatra” presso Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma,
    • “La luce illumina l’erma di Giovanni Migliara” a Brera Milano
  • Brand Reputation: Restauro
    SkinCeuticals ha provvedutio al restauro delle opere selezionate, tramite l’ArtBonus, coinvolgendo i propri consumatori e il trade (farmacie) alla festa di restituzione delle opere alla comunità

Il progetto “Beauty Renovation: la scienza rinnova la bellezza” ha lo scopo di ridonare splendore al patrimonio culturale italiano mediante il restauro di tre statue danneggiate dall’inquinamento e dall’esposizione alle aggressioni atmosferiche. Dal 7 Aprile al 15 Maggio 2017 sulla pagina Facebook di SkinCeuticals (@SkinCeuticalsItalia), le consumatrici hanno votato la loro statua preferita scegliendo tra 5 importanti opere italiane selezionate grazie al Ministero dei beni delle attività culturali : “Civiltà Italica” a Verona, “Dovizia” a Firenze, “Cleopatra” presso Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, “La luce illumina l’erma di Giovanni Migliara” a Milano e “La Melusina” a Genova.

Le tre più votate sono state “curate” dal brand mecenate attraverso un’operazione di restauro e con un contributo monetario donato (ArtBonus) alle Sopraintendenze delle città interessate.
Il progetto ha coinvolto i ConsumAttori attraverso una scelta “diretta” delle statue da restaurare, ha un grande valore sociale perché avvicina il brand ai consumatori finali che diventano in tal modo Ambassador dei valori della marca.

Ideato e Realizzato in 3 macro-interventi che sono il cuore della strategia dell’AMP per la tutela delle Egadi e dei suoi fondali.

  1. Dissuasione Anti-Strascico
    Dissuasori posizionati sotto costa, su fondali dove la pesca a
    strascico è vietata in tutta Italia, anche fuori dalle aree marine
    protette
  2. Osservatorio Foca Monaca
    L’Osservatorio è uno spazio di ricerca sulla Foca Monaca. In
    estate diviene anche il centro visite dell’AMP e info point
    aperto al pubblico
  3. Centro Recupero Tartarughe
    Ospitato all’interno del Palazzo Florio, è destinato al
    recupero e al ricovero degli esemplari di Tartaruga Marina
    Caretta Caretta in difficoltà per cattura accidentale da attrezzi
    da pesca, impatti con imbarcazioni o infezioni

RISULTATI

  1. Dissuasione Anti-Strascico
    Eliminazione del fenomeno della pesca a strascico
    illegale sotto costa attorno alle Isole Egadi
  2. Osservatorio Foca Monaca
    Registrato il ritorno della Foca Monaca nelle coste
    siciliane
  3. Centro Recupero Tartarughe
    33 tartarughe marine Caretta Caretta soccorse
    e curate nel corso del 2017
  4. Tutela della Posidonia Oceanica
    È una pianta marina con funzioni ecologiche
    fondamentali: produzione ossigeno e
    assorbimento CO2 2,5 volte rispetto alla foresta
    amazzonica. Nel mare delle Egadi c’è il banco di
    Posidonia più esteso del Mediterraneo


Spinta all’eccellenza operativa:
integrare la sostenibilità significa potenziare la capacità dei processi di traguardare i risultati attesi, arricchendoli e aggiornandoli attraverso la lente della sostenibilità come, ad esempio, con l’introduzione delle clausole di sostenibilità ambientale e sociale nel processo di selezione/gestione dei fornitori o con l’integrazione dei rischi di sostenibilità nel processo di risk management.

(Mc Willliams e Siegel 2011, Heaton 2012, Daneshpour 2015, Witjes, Vermeulen e Cramer 2015, Global Compact Lead 2016).


Pensiero integrato:
l’integrazione è un nuovo modo olistico di pensare l’azienda e di concepire la creazione di valore quale risultato dell’interazione tra capitali tangibili e intangibili nello specifico contesto in cui opera.

(CGMA 2011, EY 2011, IIRC 2013).


Motore d’innovazione:
con integrazione della sostenibilità ci si riferisce a nuove modalità di innovazione dei prodotti, che includono aspetti ambientali e sociali fin dalla loro concezione.

(Edgeman, Jacob Kjær Eskildsen 2012, Klewitz e Hansen 2013, Brook e Pagnagnelli 2014, Erik G. Hansen).


Risposta a un mondo che cambia:
l’integrazione è intesa come la capacità delle aziende di capire e interpretare i cambiamenti sociali, ambientali ed economici in atto, in un percorso di attivazione e anticipazione dei bisogni che può portare a trasformare non solo le pratiche operative.

(Dyllick e Muff 2015), ma anche la finalità stessa – la cosiddetta purpose – del business (Porter 2011, Visser e Kymal 2014, Pogutz 2015).

 
Nuovi modelli di impatto sociale:
si tratta della linea interpretativa più recente. Qui i confini tra sostenibilità e business tradizionale diventano sempre più labili, in concomitanza con l’affermarsi di modelli di business radicalmente nuovi, realmente orientati al bene comune e all’impatto sociale: ne sono un esempio le B Corporations.
(Network for Business Sustainability 2012, Kendall 2015, Kim, Karlesky, Myers e Schifeling 2016).

“Shared Value o Valore Condiviso può essere definito come l’insieme delle politiche e le pratiche operative che accrescono la competitività di un’azienda e che allo stesso tempo migliorano le condizioni economiche e sociali all’interno delle comunità in cui opera. La creazione di Valore Condiviso si focalizza sull’identificazione e sullo sviluppo di collegamenti tra il progresso sociale e quello economico. Il concetto si basa sul presupposto che sia necessario guidare sia il progresso economico sia quello sociale, utilizzando i principi della creazione di Valore. La creazione di maggior Valore è tradizionalmente riconosciuta nel profitto generato, ovvero nella differenza tra i ricavi conseguiti e i costi sostenuti. Le organizzazioni sociali, gli enti governativi e non, spesso vedono il successo solamente in termini di benefici ottenuti a fronte del denaro speso. Quando i governi e le ONG cominceranno a pensare di più in termini di Valore condiviso, il loro interesse
nel collaborare con le aziende sarà inevitabilmente maggiore.”

La Camera di Commercio Internazionale sostiene e promuove il rapporto “Better Business, Better World” della Commissione Business and Sustainable Development (BSDC), che rivela che i modelli di business sostenibile possono ingenerare una crescita economica per un valore di oltre 12 mila miliardi di dollari e creare 380 milioni di posti di lavoro entro il 2030.

Il rapporto è stato redatto da un autorevole gruppo di amministratori delegati di imprese e rappresentanti della società civile, tra cui il Segretario Generale di ICC, John Danilovich. L’iniziativa è stata lanciata da BSDC lo scorso anno, con l’obiettivo di promuovere l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs) nel mondo imprenditoriale.
Dall’analisi è emerso che una strategia economica mondiale basata sugli obiettivi dell’Agenda 2030 potrebbe incrementare la crescita e la produttività in modo radicale: infatti, nei prossimi cinque anni i mercati “sostenibili” hanno un potenziale di crescita da due a tre volte superiore rispetto all’attuale aumento medio del PIL – con gli investimenti in infrastrutture sostenibili come driver.
Attualmente, molte start-up del valore di oltre 1 miliardo di dollari stanno perseguendo attività imprenditoriali in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, quali la creazione di sistemi di mobilità sostenibile e la produzione di energia pulita, ottenendo risultati estremamente soddisfacenti dal punto di vista dei profitti.

In occasione della presentazione del rapporto, avvenuta al Forum Philanthropreneurship a Vienna, John Danilovich ha dichiarato: “Better Business, Better World chiarisce che la sostenibilità non è più un mero lusso: si tratta invece di un elemento imprescindibile per l’incremento della produttività aziendale e la crescita. Gli SDGs creano enormi opportunità per le imprese che vogliono mettere la sostenibilità al centro delle loro attività.”

Benché molte aziende stiano già elaborando strategie interne volte a dare attuazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il rapporto della BSDC promuove l’adozione di un’azione coordinata e diffusa da parte del mondo del business per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico e le migrazioni forzate.

ICC sostiene che gli SDGs dovrebbero essere ribattezzati “BDGs”, Business Development Goals, in quanto rappresentano un’opportunità unica per le imprese, che sono chiamate a guidare la transizione verso un mondo migliore e più equo. Rinnovando il suo impegno, ICC auspica che il rapporto BSDC ispiri una nuova generazione di imprenditori che mettono al primo posto la sostenibilità.

Nel cambio di paradigma storico in cui la sostenibilità diviene driver di business, Comart e Aida Partners Ogilvy PR aggregano la loro base di competenze in Marketing Sostenibile, Marketing Socio-Territoriale, CSV, CSR, Stakeholder Engagement, Reputation Management, Economia Circolare e Comunicazione, avviando una collaborazione strutturata per accompagnare le aziende verso un percorso di sostenibilità a 360°.

 

Comart  presenta: “Barche di vita”, progetto di economia circolare  ed integrazione sociale.

 

Il progetto è sponsorizzato da UniCredit

In Sicilia ci sono diversi cosiddetti “Cimiteri delle Barche” dove giacciono  i pescherecci e barche, anche di legno, utilizzate per il trasporto dei migranti e che sono poi state requisite e abbandonate nei  cosiddetti cimiteri delle barche.

L’iniziativa di economia circolare parte dalla rigenerazione di queste imbarcazioni al fine di riportarle in vita per il loro riutilizzo, garantendo al contempo la possibilità di occupazione lavorativa agli abitanti dell’isola, e in funzione della c.d. Legge Minniti con l’adesione volontaria, dei migranti in transito in Sicilia. Com’è noto i maestri d’ascia Siciliani sono detentori di un’arte antica, di un mestiere, che sempre più si sta dimenticando in funzione dello sviluppo turistico dell’isola. Ecco dunque che il progetto prevede il restauro delle imbarcazioni attraverso il coinvolgimento dei giovani che avranno così la possibilità di imparare un mestiere antico e a loro volta tramandare un’arte ormai quasi all’estinzione. L’iniziativa ha  un valore sociale e occupazionale fortemente rilevante poiché  permette di “riportare in vita” le barche bloccate o ferme nei cimiteri delle barche e favorisce l’occupazione giovanile degli abitanti di Lampedusa anche nel periodo invernale e dunque recupera al contempo mestieri che si stanno estinguendo. Il progetto ha un’ ulteriore utilità socio-economica poiché interviene al contempo  sulle tematiche relative all’occupazione ed all’integrazione sociale dei migranti di passaggio in Sicilia.

Le barche “tornate in vita” possono essere rimesse sul mercato a più livelli:
– Barche ad uso pesca e turismo.
– Barche tradizionali di legno siciliane.


“Barche di vita” farà nascere una serie di Cantieri di Economia Circolare in cui le barche di legno, così come le prospettive future dell’economia siciliana del mare e dell’integrazione sociale, saranno rigenerate fino a riprendere vita.
La nuova iniziativa oltre a far tornare in mare le barche che hanno le caratteristiche tecniche e funzionali, in virtù dei principi dell’economia circolare, mira ad utilizzare le restanti imbarcazioni per finalità di carattere architettonico, artistico e con destinazioni alternative di utilizzo, con l’obiettivo di ridurre al minimo il residuo da smaltire .

Il modello di “Barche di vita” progetto di economia circolare  è una proprietà intellettuale, depositato attraverso pollineblockchainmark

MST Certificato di proprietà intellettuale

 

 

 

 

 

 

 

6 novembre 2017 – TG1 su antistrascico Egadi

29 novembre 2017  SkyTG24

RISULTATI PROGETTO

1. Dissuasione Anti-Strascico

Eliminazione del fenomeno della pesca a strascico
illegale sotto costa attorno alle Isole Egadi

 

 

 

 

2. Osservatorio Foca Monaca

Registrato il ritorno della Foca Monaca nelle coste siciliane

 

 

 

 

 

3. Centro Recupero Tartarughe

33 tartarughe marine Caretta Caretta soccorse e curate nel corso del 2017

 

 

 

 

4. Tutela della Posidonia Oceanica
È una pianta marina con funzioni ecologiche
fondamentali: produzione ossigeno e
assorbimento CO2 2,5 volte rispetto alla foresta
amazzonica. Nel mare delle Egadi c’è il banco di
Posidonia più esteso del Mediterraneo