Nel cambio di paradigma storico in cui la sostenibilità diviene driver di business, Comart e Aida Partners Ogilvy PR aggregano la loro base di competenze in Marketing Sostenibile, Marketing Socio-Territoriale, CSV, CSR, Stakeholder Engagement, Reputation Management, Economia Circolare e Comunicazione, avviando una collaborazione strutturata per accompagnare le aziende verso un percorso di sostenibilità a 360°.

 

Comart e Aida Partners Ogilvy Pr annunciano una nuova partnership che rafforza la loro vocazione verso una sostenibilità multidisciplinare e completa; le ’Agenzie hanno infatti deciso di avviare una collaborazione strutturata, basata sul marketing sostenibile, per accompagnare le aziende verso un percorso di sostenibilità a 360°.

 

Comart nasce dall’esperienza di Filippo Sciacca, esperto di Marketing e di Economia Circolare consolidata in grandi aziende (Henkel, Ferrero, etc.) che, nel tempo, ha elaborato un particolare approccio alla sostenibilità poi maturato in un vero e proprio modello di business basato sul Corporate Shared Value: il Marketing Socio-Territoriale (MST).

All’interno di Aida Partners Ogilvy PR, Filippo Sciacca collaborerà direttamente con l’area “sostenibilità ed economia civile” diretta da

Riccardo Taverna, con l’obiettivo di localizzare e concretizzare l’impegno sostenibile delle aziende,

proponendo loro progetti che le avvicinino ai cittadini e al territorio che le ospita attraverso attività socialmente utili e rilevanti a livello locale.

Ho formalizzato il modello di marketing socio-territoriale a partire dalla mia esperienza corporate”, afferma Filippo Sciacca, fondatore di Comart. “Si fonda sulla consapevolezza di quanto sia fondamentale la prossimità con il territorio per ingaggiare la cittadinanza e renderla attiva, coinvolgendola all’interno delle proprie strategie di comunicazione”.

Se opportunamente ingaggiata, infatti, è la popolazione stessa a diventare un ambasciatore del proprio messaggio verso gli stakeholder individuati, favorendone una veloce diffusione. È proprio la centralità del territorio e della sua popolazione a creare i presupposti per questa partnership.

Ritengo quella con Comart una collaborazione strategica”, afferma Alessandro Paciello, Presidente di Aida Partners Ogilvy PR. “Abbiamo infatti deciso di aderire al modello di marketing socio-territoriale perché riteniamo che vada a completare la nostra expertise e la nostra offerta consulenziale sulla sostenibilità, che parte dalla definizione valoriale e della strategia, passando per la comunicazione multicanale, fino all’engagement e alla misurazione dell’impatto sugli stakeholder”.

 

Aida Partners Ogilvy PR è una società di comunicazione d’impresa fondata nel 1995, composta da oltre 30 professionisti in grado di assistere il cliente, con un approccio analitico e strategico, in tutti gli ambiti della comunicazione. Nel mese di luglio 2008 è entrata ufficialmente a far parte del network internazionale di comunicazione Ogilvy Public Relations Worldwide.

Comart fondata nel 2002, è testa e cuore, crea progetti strategici con passione ed etica.  Il Marketing Sostenibile, il Corporate Shared Value e l’Economia Circolare sono le nostre peculiarità.   La capacità di immaginare alternative e anticipare i cambiamenti costituisce la forza più grande di Comart. 
Innoviamo attraverso il modello originale di Marketing Socio-Territoriale creando azioni sostenibili di prossimità.

Comart  presenta: “Barche di vita”, progetto di economia circolare  ed integrazione sociale.

 

Il progetto è sponsorizzato da UniCredit

In Sicilia ci sono diversi cosiddetti “Cimiteri delle Barche” dove giacciono  i pescherecci e barche, anche di legno, utilizzate per il trasporto dei migranti e che sono poi state requisite e abbandonate nei  cosiddetti cimiteri delle barche.

L’iniziativa di economia circolare parte dalla rigenerazione di queste imbarcazioni al fine di riportarle in vita per il loro riutilizzo, garantendo al contempo la possibilità di occupazione lavorativa agli abitanti dell’isola, e in funzione della c.d. Legge Minniti con l’adesione volontaria, dei migranti in transito in Sicilia. Com’è noto i maestri d’ascia Siciliani sono detentori di un’arte antica, di un mestiere, che sempre più si sta dimenticando in funzione dello sviluppo turistico dell’isola. Ecco dunque che il progetto prevede il restauro delle imbarcazioni attraverso il coinvolgimento dei giovani che avranno così la possibilità di imparare un mestiere antico e a loro volta tramandare un’arte ormai quasi all’estinzione. L’iniziativa ha  un valore sociale e occupazionale fortemente rilevante poiché  permette di “riportare in vita” le barche bloccate o ferme nei cimiteri delle barche e favorisce l’occupazione giovanile degli abitanti di Lampedusa anche nel periodo invernale e dunque recupera al contempo mestieri che si stanno estinguendo. Il progetto ha un’ ulteriore utilità socio-economica poiché interviene al contempo  sulle tematiche relative all’occupazione ed all’integrazione sociale dei migranti di passaggio in Sicilia.

Le barche “tornate in vita” possono essere rimesse sul mercato a più livelli:
– Barche ad uso pesca e turismo.
– Barche tradizionali di legno siciliane.


“Barche di vita” farà nascere una serie di Cantieri di Economia Circolare in cui le barche di legno, così come le prospettive future dell’economia siciliana del mare e dell’integrazione sociale, saranno rigenerate fino a riprendere vita.
La nuova iniziativa oltre a far tornare in mare le barche che hanno le caratteristiche tecniche e funzionali, in virtù dei principi dell’economia circolare, mira ad utilizzare le restanti imbarcazioni per finalità di carattere architettonico, artistico e con destinazioni alternative di utilizzo, con l’obiettivo di ridurre al minimo il residuo da smaltire .

Il modello di “Barche di vita” progetto di economia circolare  è una proprietà intellettuale, depositato attraverso pollineblockchainmark

MST Certificato di proprietà intellettuale

 

 

 

 

 

 

 

6 novembre 2017 – TG1 su antistrascico Egadi

29 novembre 2017  SkyTG24

RISULTATI PROGETTO

1. Dissuasione Anti-Strascico

Eliminazione del fenomeno della pesca a strascico
illegale sotto costa attorno alle Isole Egadi

 

 

 

 

2. Osservatorio Foca Monaca

Registrato il ritorno della Foca Monaca nelle coste siciliane

 

 

 

 

 

3. Centro Recupero Tartarughe

33 tartarughe marine Caretta Caretta soccorse e curate nel corso del 2017

 

 

 

 

4. Tutela della Posidonia Oceanica
È una pianta marina con funzioni ecologiche
fondamentali: produzione ossigeno e
assorbimento CO2 2,5 volte rispetto alla foresta
amazzonica. Nel mare delle Egadi c’è il banco di
Posidonia più esteso del Mediterraneo

 

 

 

  • Pesca a strascico illegale ridotta dell’85% grazie al posizionamento di dissuasori antistrascico, 20 dei quali installati grazie a Rio Mare
  • 21 esemplari di tartarughe marine Caretta caretta salvate a partire da settembre 2015, il 64% delle quali completamente riabilitate
  • Accertato il ritorno della Foca monaca nelle coste siciliane, documentato da una delle 7 foto trappole che Rio Mare ha contribuito ad installare

    Il progetto triennale di Rio Mare ideato da Comart e realizzato insieme all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi continua a dare ottimi frutti: se lo scorso anno è stata registrata una riduzione dell’80% della pesca a strascico illegale sotto costa attorno alle Isole Egadi, quest’anno il risultato è ancora più soddisfacente, poiché è stata raggiunta una diminuzione dell’85%. Grazie infatti al posizionamento di dissuasori antistrascico ripopolanti – 20 dei quali installati grazie a Rio Mare – è stato possibile ridurre la pesca illegale che danneggia i fondali, distrugge la prateria di Posidonia oceanica e riduce gravemente la fauna ittica.

Alla riduzione della pesca a strascico illegale si è aggiunto un altro tassello: a partire da settembre 2015, infatti, sono stati salvati 21 esemplari di tartarughe Caretta caretta, di cui il 64% ha raggiunto la completa riabilitazione dopo che queste erano state ferite o si sono trovate in difficoltà a causa di ingestione di plastica o lenze da pesca, interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche. Non solo, grazie a una delle 7 foto trappole che Rio Mare ha contribuito ad installare nelle grotte delle Isole Egadi è stato anche registrato il ritorno della Foca monaca nelle coste siciliane, evento unico considerata la rarità di questa specie e la scarsità di informazioni sulla sua presenza nei nostri mari.

Sono questi i risultati dell’iniziativa di Rio Mare, una delle prime di questo genere per durata e investimento realizzata da privati in Italia, volta a salvaguardare la biodiversità e a favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali delle Isole Egadi attraverso il finanziamento di 3 progetti. Oltre alla tutela della Posidonia oceanica – il “polmone verde” del Mediterraneo che fornisce rifugio e nutrienti a innumerevoli specie, contrasta l’erosione delle coste e combatte i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale – il progetto comprende il sostegno al Centro di Primo Soccorso delle Tartarughe marine a Favignana per il ricovero di esemplari feriti o in difficoltà e che svolge anche la funzione di centro visite, centro di educazione ambientale e laboratorio didattico, importante nell’ottica della sensibilizzazione di turisti, bambini e studenti sul rispetto delle specie marine protette. 4.800 persone hanno visitato il Centro tartarughe nel 2016 e i numeri nel 2017 sono in forte crescita. Inoltre, l’iniziativa fortemente voluta da Rio Mare ha previsto anche la gestione dell’Osservatorio della Foca monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo, uno spazio dedicato allo svolgimento delle ricerche finalizzate allo studio della Foca monaca oltre ad essere, in estate, centro visite e info point aperto al pubblico.

Monachus monachus foca monaca del Mediterraneo, femmina adulta

«Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti da questa iniziativa – dichiara Luciano Pirovano, Corporate Social Responsibility Director di Rio Mare – Il sostegno all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, la prima iniziativa di questo genere in Italia, rappresenta appieno la sensibilità dell’azienda per la Responsabilità Sociale d’Impresa ed è un esempio tangibile dell’impegno di Rio Mare per la tutela dell’ecosistema marino, dell’ambiente e per la valorizzazione del territorio italiano, poiché mira a preservare uno dei patrimoni naturali più belli del nostro Paese, creando così valore condiviso sia per la comunità locale che per l’Italia. Questo progetto, inoltre, ribadisce i valori fondamentali per Rio Mare per una pesca sostenibile e la salvaguardia delle risorse dei mari quali la lotta alla pesca illegale, il rispetto delle riserve marine e delle aree di ripopolamento. La pesca sostenibile e la tutela dell’ecosistema marino rappresentano, infatti, uno dei pilastri della nostra strategia di sostenibilità “Qualità Responsabile”. Ci auguriamo, quindi, che il successo e gli ottimi risultati ottenuti dall’iniziativa spingano anche altre aziende a sostenere e valorizzare una straordinaria risorsa, quali sono le aree marine protette, per il territorio italiano».
“Il contributo di Rio Mare è stato determinante in questi anni per sostenere i nostri progetti più importanti, in un periodo in cui i finanziamenti statali si sono drammaticamente ridotti – dichiara Stefano Donati, direttore dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi” – Si tratta di un partenariato che ha pochi raffronti, e un esempio di come le aziende socialmente e ambientalmente responsabili possono giocare un ruolo importante anche per la salvaguardia dei beni comuni, come sono gli habitat e le specie protette. Grazie a questo supporto, di cui li ringraziamo, abbiamo preservato la Posidonia oceanica dallo strascico, debellato la pesca illegale, salvato tartarughe, sensibilizzato migliaia di persone, e, incredibilmente, accertato il ritorno della foca monaca in Italia, un risultato di conservazione che ha poche analogie in Italia.”

Musica:a Lampedusa Peace Drums,battiti cuore per pace in Med

Il 23/9 concerto-evento.Parte ricavato al Conservatorio Damasco

28 giugno, 20:00

(ANSAmed) – ROMA, 28 GIU – Il dolore che diventa azione.

Artisti o semplici amatori, insieme, per dare il loro contributo al dialogo e alla pace nel Mediterraneo attraverso la musica.

Sono gli ingredienti di Peace Drums, il concerto-evento che si terrà a Lampedusa il 23 settembre, per poi propagarsi altrove nel Bacino. ”Dalle 19.00 fino alle 24.00 – spiega Filippo Sciacca, esperto di marketing sostenibile, e ideatore del progetto che oggi sarà presentato in una conferenza stampa ospitata al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma – saranno trasmessi in live streaming 41 contributi realizzati da alcuni artisti”. ”L’idea – racconta – nasce quando due siciliani come me, Manuel Partigno e Luca Bruno, mi chiesero una mano per organizzare un festival di formazione di percussioni nel Parco archeologico di Selinunte. Quando mi dissero che l’evento si sarebbe chiamato 1000 beats (battiti, ndr). L’associazione ai cuori delle donne e degli uomini che riposano nel fondo del Mediterraneo che non battevano più è stata immediata”. Il progetto, prosegue, è aperto a tutti. “Ogni cittadino potrà suonare e inviare il proprio contributo. Anche un semplice tamburo”. La staffetta che partirà da Lampedusa porta d’Europa, unirà grazie a un ponte ideale la sponda Sud. Dal ”Marocco e dalla Tunisia, dal Senegal, ma anche dalla Spagna, dalla Francia e Malta, abbiamo già ricevuto adesioni o avviato contatti”, osserva Sciacca. Il ricavato del concerto servirà per l’acquisto di strumenti musicali per la Scuola di Musica di Lampedusa e per il Conservatorio di Damasco, dove è attiva l’organizzazione internazionale no profit per la promozione della diplomazia musicale e l’educazione nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente, Emma For Peace (Euro-Mediterranean Music Academy.

”Fino all’inizio della guerra – racconta ad ANSAmed il presidente, Paolo Petrocelli – il Conservatorio di Damasco era fra i più importanti del Medio Oriente. Da un paio di anni è tornato in piena attività e centinaia di giovani oggi lo frequentano”. Oltre ai beni di prima necessità, fa notare, la popolazione siriana ha bisogno di avere una speranza di tornare alla normalità. ”In questo, i nostri istituti musicali possono fare molto”. Gesti concreti, sottolinea Petrocelli. ”Donando una corda in più o un violino usato, per esempio, qualsiasi studente può compiere un gesto”. PeaceDrums è organizzato in collaborazione con il Festival delle Generazioni, e gode del patrocinio di Emergency, Legambiente, Oxfam Italia, Arci, Slow Food Sicilia, Conservatorio di Palermo e molte Ong che si occupano di migranti e dialogo fra i popoli. (ANSAmed).

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Peacedrums, parte da Lampedusa il concerto diffuso per la pace
L’iniziativa musicale inizierà sull’isola il 23 settembre e altri concerti sulle sponde del Mediterraneo risponderanno in streaming. L’idea di Filippo Sciacca: «Abbiamo visto troppi battiti di cuore fermarsi: quelli dei migranti che non ce l’hanno fatta»
La presentazione di PeaceDrums a Milano
La presentazione di PeaceDrums a Milano

 

Il concerto inizierà a Lampedusa al tramonto

Il concerto inizierà a Lampedusa al tramonto e altri concerti sulle sponde del Mediterraneo risponderanno in streaming con impatto globale attraverso piattaforme social, live streaming, Facebook. Alle 22 della sera si svolgerà anche un flash mob. PeaceDrums è organizzato in collaborazione con Emma e Festival delle Generazioni. Per finanziare l’evento verrà realizzata una raccolta fondi che servirà ad acquistare strumenti musicali per l’Istituto omnicomprensivo Luigi Pirandello e per il conservatorio di Damasco. PeaceDrums è supportato da un gruppo di professionisti che si sono uniti al progetto con passione ed entusiasmo: Gabriele Bruccoleri, Francesca Tassone, Agnese Cattoretti, Maria Ardizzone, Maso Notarianni e la ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini.

Il progetto è aperto

Il progetto è aperto: chiunque può partecipare come singolo, gruppo musicale o associazione. Tra le organizzazioni che sostengono l’iniziativa ci sono Oxfam, Emergency, Arci e Sos Mediterranee. L’iniziativa è stata presentata mercoldì al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. «La musica e’ uno dei modi migliori per non fare la guerra – sottolinea Roberto Giuliani, direttore del Conservatorio -. Qui abbiamo studenti che provengono da 53 nazioni, la contaminazione e’ gia’ uno strumento di pace».

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#Play4PeaceDrums

PeaceDrums è un concerto-evento che diffonde i valori della pace, del dialogo e dell’accoglienza. 

Inizia a Lampedusa il 23 settembre del 2017 e lo stesso giorno, in successione, si propaga verso una moltitudine di luoghi del Mar Mediterraneo.

PeaceDrums:

  • ha carattere e diffusione internazionale

  • è appoggiato e patrocinato da Emergency, Legambiente, Oxfam, Arci, Slow Food, Conservatorio di Palermo e le principali associazioni, ONG e personalità che si occupano di migranti e di dialogo tra popoli

  • prevede la diretta web streaming, tv, radio e social network

  • è un evento virale: chiunque può aderire con un proprio contributo musicale

  • prevede la partecipazione di artisti nazionali e internazionali e personalità del mondo culturale e artistico che con la loro musica e voce diventano ambasciatori di questi valori

Sono stati già avviati contatti internazionali quali: Senegal, Marocco, Spagna, Francia, Tunisia e Malta.

L’evento sarà diffuso in rete e la regia si occuperà di mandare in onda il contenuto musicale del concerto a Lampedusa e di tutti gli altri eventi che aderiranno all’iniziativa.

La partecipazione è aperta a tutti, con contributi liberi e volontari in linea con i principi di pace e dialogo.

Le modalità di adesione sono le seguenti:

  • presenza concerto a Lampedusa – con ospiti internazionali, nazionali, artisti e personalità del mondo culturale

  • diffusione online – canale diretto con la regia per la trasmissione del concerto organizzato in un altro luogo

  • diffusione offline – inviando un contributo musicale che verrà trasmesso il 23 settembre

Il progetto sarà sostenuto da una raccolta fondi su una piattaforma di crowdfunding e attraverso il contributo di sponsor. I fondi serviranno a finanziare l’evento e contribuiranno all’acquisto di strumenti musicali per l’Associazione Lipadusa e per il Conservatorio di Damasco.

L’evento ideato da Filippo Sciacca esperto di Marketing Sostenibile e fondatore di Comart, è organizzato con il Festival delle Generazioni, EMMA for Peace e un team di professionisti.

 

Comart e Skinceuticals: Beauty Renovation
Il Marketing Socio-Territoriale sostiene la Bellezza

Il 2017 è l’anno dell’affermazione del modello originale di Marketing Socio-Territoriale.
L’Oréal Italia, azienda da sempre simbolo di bellezza, ha scelto Comart per un progetto di Marketing Socio-Territoriale con lo scopo di restituire bellezza alle opere d’arte di alcune importanti città italiane.
L’Oréal, simbolo da sempre di bellezza, si pone tra i suoi obiettivi da qui al 2020 di rendere la sostenibilità valore fondamentale del brand e lo condivide attraverso la mission: Sharing beauty with all.
Nello specifico il progetto è Beauty Renovation di SkinCeuticals, marchio che da sempre si impegna a migliorare l’aspetto della pelle attraverso trattamenti frutto della ricerca scientifica più avanzata.
Il progetto “Beauty Renovation: la scienza rinnova la bellezza” ha lo scopo di ridonare splendore al patrimonio culturale italiano mediante il restauro di tre statue danneggiate dall’inquinamento e dall’esposizione alle aggressioni atmosferiche. Dal 7 Aprile al 15 Maggio 2017 sulla pagina Facebook di SkinCeuticals (@SkinCeuticalsItalia), le consumatrici potranno votare la loro statua preferita scegliendo tra 5 importanti opere italiane selezionate grazie al Ministero dei beni delle attività culturali : “Civiltà Italica” a Verona, “Dovizia” a Firenze, “Cleopatra” presso Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, “La luce illumina l’erma di Giovanni Migliara” a Milano e “La Melusina” a Genova.
Le tre più votate verranno “ripulite” dal brand mecenate attraverso un’operazione di restauro e con un contributo monetario donato alle Sopraintendenze delle città interessate.
Il progetto coinvolge i consumatori attraverso una scelta “diretta” delle statue da restaurare, ha un grande valore sociale perché avvicina il brand ai consumatori finali che diventano in tal modo Ambassador dei valori della marca.
Attraverso la creazione di valore condiviso (Corporate Shared Value – CSV) il Marketing Socio-Territoriale (MST) è uno strumento che sempre di più diventa necessario per le aziende che hanno a cuore le comunità dei propri consumatori.
MST è un modello di responsabilità sociale innovativo che introduce il concetto di vicinanza dell’azione non-profit al consumatore finale tramite l’implementazione di attività socialmente utili e rilevanti per il territorio. MST assume un ruolo strategico nella competitività sostenibile.
Perché citando il Prof. Leonardo Bechetti la chiave di cambiamento primaria consiste conseguentemente nel «diventare cittadini “consumAttori” che aumentino il livello di democrazia economica e premino le imprese virtuose sul piano sociale e ambientale oggi chi decide le sorti dell’economia sono i consumatori stessi, che detengono il potere di premiare chi coniuga valore economico e sostenibilità».

 

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