Viviamo in una realtà che vive e si nutre di paradossi. Il mercato è una grande Casbah che non cresce più. Le varie forme di supporto alla crescita sono state spesso delle medicine che hanno curato i sintomi ma non le origini della malattia.

Inseguiamo la crescita in un sistema che ha seri problemi strutturali, se tutti i “Guru” dell’economia finalmente azzeccassero la diagnosi, cosa che negli ultimi 20 anni non è accaduta, in 5 anni potremmo ridurre il tasso di disoccupazione, ma non risolverebbero la ragione della crisi.

La realtà è creata dall’1% degli avidi del mondo che  posseggono da soli il 40% della ricchezza, e che attraverso il controllo del potere, stanno guidando questa terra verso il collasso. Abbiamo poche soluzioni a disposizione per non precipitare ancora di più, ma una fondamentale resta la più attuabile: la consapevolezza, l’azione e la responsabilità.

Possiamo e dobbiamo agire, con un comportamento virtuoso, che rispetti noi, chi ci sta accanto e l’ambiente. È solo cosi facendo che le azioni creano il cambiamento e lo rendere visibile. Non ha senso combattere le battaglie contro i mulini a vento del potere economico e finanziario, possiamo però migliorare il luogo dove viviamo, con la testa e con il cuore, perché ci appartiene. Attraverso le nostre azioni creiamo un comportamento virtuoso che sarà da esempio anche per chi ci osserva.

Per essere sostenuti in questo tipo di cambiamento occorre cambiare i paradigmi di riferimentoLa comunicazione ha delle responsabilità e pur rimanendo uno strumento, quando diventa responsabile, ha in essa tutti i presupposti per essere une delle vie d’uscita dalla crisi. E se cambiano i valori di riferimento, anche le aziende per comunicare meglio con i consumatori hanno la necessità di adattarsi ad un nuovo modello di comunicazione sociale.

L’inizio di una nuova fase deve basarsi sull’eticità e sulla responsabilità sociale, in quanto i consumatori di beni e servizi prestano maggiore attenzione a questi aspetti e ne presteranno sempre di più. Le aziende hanno la necessità di mostrarsi trasparenti, attente all’impatto sociale e ambientale dei propri prodotti e servizi.

I progetti di CSR offrono la possibilità alle aziende di mostrare direttamente il lato migliore e la serietà del loro impegno. Siamo convinti che le aziende che sapranno dimostrare sensibilità a queste tematiche saranno vincenti perché costruiranno una vicinanza rilevante con il proprio pubblico. Le attività di responsabilità sociale non possono più limitarsi ad azioni compensative stimolate dagli stackeholders, ma è necessaria una dimostrazione pubblica della compatibilità dell’azienda con i valori sociali del territorio in cui opera e in cui soprattutto vivono i consumatori finali.

In questa ottica siamo felici di condividere la nostra intuizione: il Marketing Socio Territoriale, un modello di responsabilità sociale innovativo che migliora l’impatto al consumo delle azioni di Corporate Social Responsibility, introducendo il concetto di vicinanza dell’azione non-profit al consumatore. Il modello ha l’obiettivo di intervenire sui territori dove l’azienda distribuisce i servizi divenendo un azione integrata di Marketing e CSR.

Perseguire dunque la “cittadinanza sociale d’impresa”  per ottenere una legittimazione sociale dell’azione imprenditoriale, con l’approvazione del consumatore finale. Come? banalizzando il concetto attraverso un attività  “Promozione sociale”.

Il modello di Marketing  Socio Territoriale è la sintesi tra un’azione mirata di marketing, legata alla brand reputation attraverso un intervento a beneficio del consumatore nel territorio in cui vive, serve a migliorare la percezione della marca e il conseguente impatto al consumo.

Il consumatore consapevole sceglie di comprare chi rispetta i valori di cui lui stesso è portatore.

Non siamo ancora giunti alla democrazia dei consumi, ma certamente stiamo vivendo una evoluzione importante nei comportamenti delle persone.