Comart  presenta: “Barche di vita”, progetto di economia circolare  ed integrazione sociale.

Il progetto è sponsorizzato da  UniCredit.


In Sicilia ci sono diversi cosiddetti “Cimiteri delle Barche” dove giacciono  i pescherecci e barche, anche di legno, utilizzate per il trasporto dei migranti e che sono poi state requisite e abbandonate nei  cosiddetti cimiteri delle barche.

L’iniziativa di economia circolare parte dalla rigenerazione di queste imbarcazioni al fine di riportarle in vita per il loro riutilizzo, garantendo al contempo la possibilità di occupazione lavorativa agli abitanti dell’isola, e in funzione della c.d. Legge Minniti con l’adesione volontaria, dei migranti in transito in Sicilia. Com’è noto i maestri d’ascia Siciliani sono detentori di un’arte antica, di un mestiere, che sempre più si sta dimenticando in funzione dello sviluppo turistico dell’isola. Ecco dunque che il progetto prevede il restauro delle imbarcazioni attraverso il coinvolgimento dei giovani che avranno così la possibilità di imparare un mestiere antico e a loro volta tramandare un’arte ormai quasi all’estinzione. L’iniziativa ha  un valore sociale e occupazionale fortemente rilevante poiché  permette di “riportare in vita” le barche bloccate o ferme nei cimiteri delle barche e favorisce l’occupazione giovanile degli abitanti di Lampedusa anche nel periodo invernale e dunque recupera al contempo mestieri che si stanno estinguendo. Il progetto ha un’ ulteriore utilità socio-economica poiché interviene al contempo  sulle tematiche relative all’occupazione ed all’integrazione sociale dei migranti di passaggio in Sicilia.

Le barche “tornate in vita” possono essere rimesse sul mercato a più livelli:
– Barche ad uso pesca e turismo.
– Barche tradizionali di legno siciliane.


“Barche di vita” farà nascere una serie di Cantieri di Economia Circolare in cui le barche di legno, così come le prospettive future dell’economia siciliana del mare e dell’integrazione sociale, saranno rigenerate fino a riprendere vita.
La nuova iniziativa oltre a far tornare in mare le barche che hanno le caratteristiche tecniche e funzionali, in virtù dei principi dell’economia circolare, mira ad utilizzare le restanti imbarcazioni per finalità di carattere architettonico, artistico e con destinazioni alternative di utilizzo, con l’obiettivo di ridurre al minimo il residuo da smaltire .